A green move with Repax

It left me with mixed feelings watching this video shot in occasion of Repax Campaign for 2012 Earth Day. Sponsored by sportswear brand Adidas – n.38 in the list of 100 global most sustainable companies – it engages your attention with the beating storytelling.

It is about daily life, choices you make every day, habits that could make your lifestyle easier, greener, smarter. However, is Repax moving sturdy hard-plastic box a good choice  or is it just a concealed  green washed start-up idea?

Listen to Tabi Bonney  “Life is all about live in the moment and make the right decisions… It’s all about good friends, good time… “

Mi ha lasciato con sentimenti contrastanti il video per la campagna Repax girato in occasione della Giornata della Terra 2012. La clip è sponsorizzata da Adidas, attualmente al n. 38 nella lista mondiale delle 100 imprese più sostenibili, il ritmo del racconto cantato è studiato.

La storia raccontata riguarda le scelte di ogni giorno, abitudini che caratterizzano lo stile di vita e lo rendono più semplice, efficace, sostenibile. Ma il servizio di scatoloni per trasloco condivisi e riutilizzabili in dura plastica, si può considerare una vera alternativa allo spreco di risorse oppure è una start-up colorata di green washing?

Lo dice Tabi Bonney “La vita è tutta qui: si tratta di vivere il momento e di fare le scelte giuste… Sono i buoni amici, il tempo speso bene…”

• Thank you for stepping in •

[Repax]

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To us, the Web is a sort of shared external memory

“We grew up with the Internet and on the Internet. This is what makes us different; this is what makes the crucial, although surprising from your point of view, difference: we do not ‘surf’ and the internet to us is not a ‘place’ or ‘virtual space’. The Internet to us is not something external to reality but a part of it: an invisible yet constantly present layer intertwined with the physical environment.”     •     “Noi siamo cresciuti con internet e su internet. È questo a renderci diversi, è questa la differenza fondamentale, per quanto sorprendente dal punto di vista di chi ha qualche anno di più: noi non “navighiamo” e internet per noi non è un “luogo” o uno “spazio virtuale”. Internet per noi non è qualcosa di esterno alla realtà, ma ne è una parte, uno strato invisibile ma sempre presente e strettamente intrecciato all’ambiente fisico.” 

Read full article on The Atlantic We, the Web Kids   •   Leggi l’articolo completo pubblicato su Internazionale  Cresciuti con la rete

[“My, dzieci sieci” by Piotr Czerski is licensed under a Creative Commons Uznanie autorstwa-Na tych samych warunkach 3.0 Unported License: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/ • Contact the author: piotr[at]czerski.art.pl]

bambucicleta

Bamboo on the go

bambucicleta

Bamboo frame, ergonomic saddle and less than 10% energy used in processing than traditional bikes. The idea came into the world six years ago in Argentina, from university fellow Nicolas Masuelli, now CEO at Bambucicleta, whose mission is making this bicycle a democratic, affordable product. Why choosing bamboo?

Well, it’s hard like maple, at the same time it’s  extremely flexible as shock absorber. So why a bamboo bike?

On the site they say (1) because it is a unique artisanal piece, locally made, expressly to meet personal requirements, (2) it is one of the fastest growing crops and bike’s processing produce hardly waste – if any, it is recycled – and (3) bamboo bike warms up ecological consciousness, so it is actually a social benefit!

Telaio di bambù, sellino ergonomico e meno del 10% dell’energia impiegata per produrre le bici tradizionali. L’idea è nata sei anni fa in Argentina, da un giovane laureando di nome Nicolas Masuelli, oggi a capo di un’azienda che vuole rendere questo prodotto accessibile alle tasche di tutti. Perchè il bamboo per una bici?

Resistente quanto l’acero, ha un’elevata flessibilità adatta ad amortizzare le irregolarità del terreno. Perchè scegliere una Bambucicleta?

Sul sito si dice: (1) perchè è un prodotto artigianale e locale, fatto a mano per soddisfare le esigenze personali, (2) perchè il bambù si rigenera velocemente e il ciclo di produzione prevede scarti quasi nulli – se ci sono vengono riciclati (3) per il suo beneficio sociale: usarla genera coscienza ecologica!

• Thank you for stopping by •

[Bambucicleta • ES ]

#F27 • It isn’t a GMO code

27 febbraio, 30 nuovi tweet #F27 ogni minuto, da diventar matti a star dietro all’hashtag. E’ il giorno della protesta globale di Occupy Big Food, movimento nato 6 mesi fa a Zuccotti Park, superflua precisazione, sull’onda di Occupy Wall Street. Cosa succede di importante in questa giornata? Non si tratta di un gruppo di contadini che manifestano per chiedere appezzamenti e sussidi. E’ molto di più: il gruppo di contadini si ritrova e si unisce insieme ai cittadini di tutto il mondo che vogliono fronteggiare Lei, l’unica, la grande, la sproporzionata, l’irriducibile Monsanto, l’azienda che ha il monopolio – come dico io – sul pre-food, ovvero su ciò che esiste prima di diventare cibo processato. Cosa fa di male questo colosso? Non è una presa di posizione assoluta contro le bio-tecnologie (ci sono metodi e metodi che approfondirò più avanti), ma un problema di ordine filosofico, sebbene molto pratico. Le sementi OGM, essendo create in laboratorio, non sono portatrici di vita: la loro sterilità le fa cadere al confine con il mondo inorganico. La grande massa dei coltivatori allo stremo delle condizioni (fisiche ed economiche) è costretta a dipendere dal gigante dello smercio mondiale per l’acquisto di nuove sementi ad ogni raccolto – ad un prezzo finalizzato al profitto di chi le produce, come insegnano le elementari leggi economiche di monopolio. Non voglio parlare dei problemi che la produzione e il consumo di alimenti geneticamente modificati provocano alla salute umana e all’ambiente. Vorrei solo gridare, perchè sentano, dall’atra parte dell’oceano, che io sono con loro.

February 27th, 30 new #F27  tweets every minute. All day long – I was going crazy following the hashtag.  It is the big day, the Global Occupy Big Food day – the movement started in New York 6 months ago and spread already over the country and overseas. Why is this so important? It’s not about a bunch of farmers gathering together asking for land and subsidies. Actually they are gathering together (also with dwellers) to face the Big one, the giant of pre-processed-food industry: the Monsanto company. What’s wrong with it? It’s just the most powerful genetically modified seeds producer. Why a seed producer is said to be powerful? After all, seeds grow up naturally. But not if they have been in the lab before being planted. GMO plants cannot reproduce themselves, as they are not part of the “organic world”, they don’t disclose life as Mother Earth would do. Hence, farmers are put in the need to buy them season after season, crop by crop, at more and more expensive price set by big corporations. Don’t even mention GMO related health diseases and environmental harm… Supporting Occupy Big Food!

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M’illumino di meno

Oggi è la giornata del risparmio energetico in Italia, creata e promulgata dal celebra programma di Radio 2 Caterpillar.  M’illumino di meno è partita come una campagna radiofonica otto anni fa e oggi conta migliaia di adesioni in tutto il paese, coinvolgendo sindaci, amministrazioni comunali, grandi aziende, associazioni culturali, scuole, negozi e ovviamente i singoli cittadini, che tramite i social network e il passaparola contribuiscono alla diffusione della cultura del risparmio energetico. M’illumino di meno è  da premiare perchè ogni anno, grazie alla storica simpatia dei conduttori, riesce  a trascinare un numero crescente di persone e a stimolarne la fantasia per proporre soluzioni creative per ridurre il consumo di energia. Alcuni ristoranti, ad esempio, proporranno solo menù freddi per non accendere il gas e terranno spento lo stereo, appoggiandosi ad una colonna sonora “umana” di lettori.     •        I’m found to present  the annual event M’illumino di meno in Italy. It is an initiative endorsed by Caterpillar, a Radio 2 program, one of the largest Italian public radio stations, and established 8 years ago, aiming to sensitize people awareness on reducing energy consumption. The name M’illumino di meno literally means “I light myself less” – it is actually referring to a famous Italian poem M’illumino d’immenso written by Giuseppe Ungaretti in 1917. Today this initiative involves many municipality mayors, city councils, corporations, cultural associations, schools, shops and a large number of families and people who organized themselves buzzing on social networks. I think this campaign is amazing, as it raises sustainable energy consuption counsciousness enhancing individuals’ creative attitude, all in a joyful and fun sorrounding thanks to very popular Radio 2.         •        今日はイタリアの節電の日が行います。有名なラジオのプログラムに8年前に始められ、今日全国で多くの町、市長、会社、文化会館、学校、お店、そのあと一般的な人や家族がフェイスブックとかを使いながら、参加した。「M’illumino di meno」というのは「私が少ししか灯をつけません」ということだけれど、元々ウンガーレッチさんのイタリア人の詩家に書かれた 「M’illumino d’immenso」という詩を参考しているそうです。

• Listen to the event official song – chosen by a music contest called for the occasion

• Have a look at some of the posters – in Italian

• Partecipate! Light up your dinner with candles and shut down your computer one hour before!

[ Caterpillar, Radio 2 ]