Interview to the guru founder of Transition Towns, get inspired!

Rob Hopkins at Degrowth Conference in Venice tells us what is Transition about and how easily you can start the movement in your own town.

Thanks Rob for the interview!

Alla Conferenza sulla Decrescita tenutasi a Venezia, ho chiesto a Rob Hopkins di spiegarci il successo delle Transition Twons (città in Transizione – sito italiano) e quali sono i primi passi da compiere per chi comincia.

[Watch more interviews here]

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Ecological Economics course in Oxford

certificat

The Ecological Economics course I’ve attended in Oxford (17 – 21 December 2012) finally is over and this is how I feel roughly speaking:

  • cheated
  • frustrated
  • robbed
  • never enjoyed it

If you are thinking of applying to the next edition of the course – maybe you found this post because you wanted to investigate a little further on the winter / summer school held in Oxford by Dr. Stanislav Shmelev – I would highly recommend not to waste your time and your money on it.

After one entire full time week passed stretching time between tea-breaks and lunch-breaks, listening to hot air superficial and too general lecture-like discourses, neither relevant content was taught to me, nor practical ecological economics tools, nor even applied case studies.

Besides, please keep in mind Dr. Stanislav Shmelev is not a “professor” (in the British meaning of the term), his course is not endorsed by the University of Oxford, Environment Europe is defined as “a sustainability think-tank based in Oxford, UK” yet there there have been no achievements so far.  Finally in my opinion it is such a shame the course is suggested on the International Ecological Economics website among the “education opportunities”: education?? This makes me also think ISEE might not be a qualified international association as it claimed.

If you have attended a similar course, or if you want more info about my experience, you are more than welcome to leave a comment below. Thanks!

On., ma se il mondo è a una svolta perchè siamo ancora tutti fermi?

 

 

Una domanda diretta, perché il PIL non basta più?

Noi siamo basati come società sulla produzione materiale che ha il PIL come indicatore dittatoriale, ma su questo PIL noi abbiamo anche posto la condizione che debba essere sempre crescente. […]

Quali sono le linee guida per una società “oltre il PIL”?

Possiamo impostare la nuova società basandoci sul concetto di bene comune, cioè di ciò che è sganciato dalla proprietà ma che è comunque di importanza centrale, perché sono le strutture comuni, la sanità, le scuole, la sicurezza, a contribuire al benessere delle persone. L’aiuto non sarà loro negato nei momenti di debolezza, di povertà e malattia. Vorrei fare un esempio in riferimento allo stato del Buthan, di cui parlo anche nel libro. Il Buthan è stato il primo al mondo a dotarsi di un indice che misurasse la Felicità Interna Lorda slegato dalle quantificazioni economiche e finanziarie. […]

Qual è la svolta che tutti attendiamo?

Il problema, o la svolta, come l’abbiamo chiamato, è essere persuasi che la persona è realmente centrale quindi noi dobbiamo sforzarci di mettere la persona in grado di capire che cosa sta succedendo ed entrare nelle decisioni dell’intera società: questo significa inclusione. Le parole chiave sono due a) la centralità e dignità della persona b) la sostenibilità della nostra civiltà. Per la dignità della persona, dobbiamo dare la capacità di includere la persona in tutti i processi decisionali. […]

Leggi l’intervista completa a Vittorio Prodi, pubblicata su .eco

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Ironic environmental-social infographics #Blame Twitter by Tim Cooley

This won the “Design the Future Infographic” contest run by Poster Brain. Congrats to the author Tim Cooley! He figured out mash up some real data from Twitter and socio-environmental statistics on a death-like scenario background.

The effect is pretty fun, as the numbers indicated are true, but not actually related to each other.

“It’s a classic example that correlation does not imply causation“- as Randy Krum says on its blog.

Quest’infografica ha vinto il concorso “Design the Future Infographic” di Poster Brain. L’autore ha pensato di mettere insieme alcuni dati raccolti dalle statistiche di Twitter con altri provenienti dalle recenti indagini socio-economiche… senza che i due mondi abbiano in realtà una correlazione!

Lo stile secco e cupo da fine-del-mondo non fa altro che accentuare l’ironia della cosa. Come commenta Randy Krum sul suo blog, questa è un’inequivocabile dimostrazione che “la correlazione non implica un rapporto causa-effetto”… Bravo Tim Cooley!

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[ Cool Infographics ]

To us, the Web is a sort of shared external memory

“We grew up with the Internet and on the Internet. This is what makes us different; this is what makes the crucial, although surprising from your point of view, difference: we do not ‘surf’ and the internet to us is not a ‘place’ or ‘virtual space’. The Internet to us is not something external to reality but a part of it: an invisible yet constantly present layer intertwined with the physical environment.”     •     “Noi siamo cresciuti con internet e su internet. È questo a renderci diversi, è questa la differenza fondamentale, per quanto sorprendente dal punto di vista di chi ha qualche anno di più: noi non “navighiamo” e internet per noi non è un “luogo” o uno “spazio virtuale”. Internet per noi non è qualcosa di esterno alla realtà, ma ne è una parte, uno strato invisibile ma sempre presente e strettamente intrecciato all’ambiente fisico.” 

Read full article on The Atlantic We, the Web Kids   •   Leggi l’articolo completo pubblicato su Internazionale  Cresciuti con la rete

[“My, dzieci sieci” by Piotr Czerski is licensed under a Creative Commons Uznanie autorstwa-Na tych samych warunkach 3.0 Unported License: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/ • Contact the author: piotr[at]czerski.art.pl]

The eight house

A moral sacrifice?

“In generale, i discorsi [alla conferenza sul clima di Copenhagen del 2009] sulla sostenibilità si attanagliavano nell’errata convinzione che sostenibilità significhi chiedersi quanto siamo disposti a sacrificare della nostra qualità di vita attuale“.   •  “The general discussions [at 2009 Copenhagen conference ] on sustainability were sort of drowning into this general misconception that sustainability is a question about how much of our existing quality of life are we prepared to sacrifice in order to afford becoming sustainable.”  

Bjarke Ingles è un architetto visionario danese i cui progetti racchiudono senso pratico, visioni ottimistiche e design straordinario. Come dimostra il progetto della baia unica dell’Europa del Nord, o dell’8 house di Copenhagen, Bjarke non si ferma davanti agli ostacoli imposti dalla società e alle prestrutture culturali. Nel video racconta il design dal suo punto di vista: un buon designer non pensa all’oggetto fine a se stesso, quanto piuttosto alla sua integrazione all’interno dell’ecosistema (anche economico) che lo ospiterà, facilitando benessere, edonismo e divertimento per tutti.   •  Bjarke Ingles is a Danish visionary architect working on projects meeting practical attitude, optimistic views and extraordinary design. He doesn’t stop in front of any boundaries, might they be social or cultural. His TED talk The 8-house, The North European loop bay –   is inspiring as it shows innovative design applied to technological improvement can bring us further and better, making also things easier to wellbeing and social happiness to come in.

**Dalle news** 9 Gen 2012 – 8 HOUSE PREMIATA DALL’ISTITUTO DI ARCHITETTURA AMERICANO La costruzione 8 house dello studio BIG ha ricevuto il prezioso premio dell’Istituto Americano di Architettura [n.d.r. nel 2009 toccò a Renzo Piano] in quanto progetto complesso rappresentativo di una nuova tipologia di design che riproduce ad opera d’arte la connettività sociale orizzontale e l’interazione che normalmente avviene nelle strade di quartiere. Il premio è stato conferito quale riconoscimento di un’ampia selezione di progetti architettonici dello studio BIG, tesi ad elevare la qualità della pratica architettonica – stabilisce quindi un livello standard di eccellenza e comunica al pubblico la trasversalità e l’importanza dell’architettura.   •  **From the news** JAN 9TH, 2012 – 8 HOUSE HONORED BY THE AMERICAN INSTITUTE OF ARCHITECTS BIG’s 8 House receives the 2012 AIA Institute Honor Award for Architecture recognized as a complex and exemplary project of a new typology which masterfully recreates the horizontal social connectivity and interaction of the streets of a village neighborhood. The award acknowledges achievements for a broad range of architectural activity to elevate the general quality of architecture practice, – establishes a standard of excellence and informs the public of the breadth and value of architecture practice.

[BIG • Bjarke Ingles Group official site]

It’s pretty amazing

“E’ pressochè affascinante che la nostra società abbia raggiunto un punto in cui lo sforzo necessario per estrarre il petrolio dal suolo, inviarlo ad una raffineria, trasformarlo in plastica, dargli una certa forma, portarlo fino al negozio in camion, comprarlo e portarlo a casa, è considerato meno faticoso che lavare semplicemente il cucchiaio una volta usato.”   •  可笑しいことは時下社会が土から石油を抜いたり、製油所へ移動したり、プラスチックに変化したり、適当な形を作ったり、お店まで移動したり、買ったり、それで、実家まで持って行くのは、使ったスプーンをただ洗うことよりも、楽だと思もわれているそうです。   •

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La terza crisi

“I responsabili del disastro mondiale della prima crisi finanziaria, che sta mettendo in seria difficoltà economie come quella greca, portoghese, spagnola e italiana, hanno cavalcato irresponsabilmente il capitalismo finanziario, costringendo i governi a racimolare somme esorbitanti, di un ordine di grandezza superiore a quelle che sarebbero sufficienti a risolvere diverse emergenze ambientali a livello planetario. Le cifre parlano chiaro: in pochi mesi sono stati raccolti 4000 miliardi di dollari per salvare il sistema bancario mondiale, quasi tre volte il PIL italiano, con il risultato che il debito pubblico è esploso e oggi ci troviamo dentro la seconda crisi, quella economica.”

E la terza? Crisi ecologica. Come indica Danilo Bonato, manager appassionato di scrittura e problematiche ambientali, è necessario il fattore “E”: e come “equilibrio”, tra pianeta e uomo, tra stato e privati, tra economia ed ecologia.

Le crisi sono annodate insieme, bisogna partire dall’ultima per poi, a ritroso, sciogliere tutte le altre.

[Libro • La Terza Crisi]

Over-consumption

overconsumption

“The cost of storing all that over-consumption had grown so large that the mini-storage industry had grown larger than the entire movie industry! And these weren’t the things we needed, either… they were the things we really didn’t need… otherwise, why would they be in storage?”

Quoting the-luxury-of-small  by ~Steve Mouzon, professor and journalist based in Miami